• Susanna Esposito

La Concentrazione


Diversi anni fa, durante un ritiro di yoga, in un posto immerso nella natura e nella bellezza, una sera la maestra ci fece avvicinare alla meditazione. Eravamo in un capanno molto grande adibito a sala per praticare yoga e altre discipline, aveva alle pareti totem dei nativi americani se ricordo bene, e l'atmosfera lì dentro aveva qualcosa di lieve e spirituale che mi si è impresso molto bene nella memoria.

La maestra ci disse che prima della meditazione viene la concentrazione e prima di essa la contemplazione, in sanscrito pratyahara (contemplazione), dharana (concentrazione) e dhyana (meditazione). Personalmente non colsi l'importanza di questi passaggi perché io volevo meditare e il resto mi interessava molto meno. Facemmo un esercizio che si chiama Trataka ovvero fissare stabilmente una candela.

Molti degli ostacoli nella nostra vita personale e anche sul percorso di meditazione hanno a che fare con la nostra incapacità di staccare con il mondo esterno volontariamente. Nella terminologia yogica , questo significherebbe l'impossibilità di ritirare i nostri sensi dagli oggetti dei sensi. Trataka, attraverso la messa a fuoco su un oggetto, contribuisce a rendere questa disconnessione più facile e ci prepara a farlo a volontà. Questo è rilevante per quasi tutti, ma in particolare di vitale importanza per l'aspirante meditatore.

L'esercizio ci predispose alla concentrazione, infatti per alcuni secondi fui in grado di fissare la mente sul punto al centro delle sopracciglia, ajna-chakra. Mi sentivo pronta per meditare, anche se la maestra non ci invitò a praticare la meditazione se non molti anni dopo quell'esperienza. Però io in seguito ho meditato o pensato di farlo molte volte, ripetuto mantra in silenzio, spesso ho vagato, come la famosa scimmia che passa da un ramo all'altro, con la mente da un pensiero all'altro. E solo ora che mi sono soffermata sulla concentrazione mi sembra di capire il motivo della scelta della mia maestra.

Forse riesco a chiudere gli occhi

e

restare concentrata sull'OM per uno o due minuti. Dico forse perché non sono certa che in quei minuti nessun pensiero vaghi per la mia testa. Può darsi che sia particolarmente poco dotata in questa pratica ma non permettere ai pensieri di insinuarsi nella mente è una sfida continua. Tuttavia ne sto traendo grande giovamento.

Si sente parlare spesso di meditazione, e ci sono applicazioni e corsi che ci aiutano a meditare ma in quanti ci parlano dei benefici della pratica della concentrazione? Il maestro Swami Sivananda dice che "Quelli che praticano la concentrazione si evolvono rapidamente. Essi possono dedicarsi a qualsiasi lavoro con competenza ed efficacia. Quello che gli altri fanno e leggono in sei ore essi lo faranno in mezz'ora. La concentrazione calma le emozioni che nascono, fortifica il corso dei pensieri e rende le idee chiare."

Se ti stai chiedendo in che cosa consiste in pratica la concentrazione, molto semplicemente il maestro riporta che "La concentrazione è il fissarsi della mente su un oggetto esterno o un punto interno."

Se vuoi provare puoi chiudere gli occhi e concentrarti sul centro del cuore o sullo spazio in mezzo alle sopracciglia. Chi conosce lo yoga sa che questi punti corrispondono al sesto e al quarto chakra. Oppure puoi concentrarti all'inizio su oggetti materiali ad occhi aperti: su un punto nero sul muro o sulla fiamma di una candela, sulla luna o una stella o sull'immagine divina che preferisci. Servono in effetti una certa tenacia e perseveranza.

La costanza è una qualità che non mi è esattamente innata, ma quale migliore occasione per impararla e praticarla, per sfidare me stessa in qualcosa di buono e positivo? Oggi non mi interessa più avere grandi illuminazioni, vorrei che la mia mente e la mia visione fossero più chiare. Vorrei imparare a respirare e riuscire a concentrarmi sull'OM... arrivare un giorno a meditare sull'OM.

#concentrazione #meditazione #costanza #OM

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