• Susanna Esposito

Svadhisthana il Secondo Chakra (parte 1): le caratteristiche


Risalendo lungo il modello dei Chakra, dopo il Centro della Base detto Muladhara incontrerai Svadhisthana. Il secondo Chakra è il centro energetico della forza vitale, della sessualità, della creatività e della gioia di vivere. Ciò che era rigido e solido nell’elemento terra ora comincia a muoversi e a fluire.

In sanscrito Svadhisthana significa dolcezza e il termine si riferisce, come forse hai già intuito, proprio ad aspetti sensuali legati al piacere, al nostro corpo fisico e alla vitalità. Da un punto di vista anatomico il Secondo Chakra è situato nel bacino nella zona dell’osso sacro, nella parte superiore degli organi genitali e influenza le ghiandole genitali e del basso ventre, utero, reni, vescica, circolazione sanguigna e i liquidi corporei.

Il primo elemento che rappresenta Svadhisthana è l’acqua con tutto il suo simbolismo legato allo scorrere e al fluire. Sostanza che ha la capacità di assumere tutte le forme, simbolo di mobilità, di flessibilità ma anche flusso e linfa vitale e, in un’accezione più spirituale, sorgente della vita e di purificazione. L’acqua rappresenta il principio femminile. Il simbolo base del Chakra sacrale è la falce di luna. Quest’ultima è nota per la sua influenza sulle acque terrestri, sul ciclo delle donne, sui raccolti, sulla crescita delle piante e su ogni essere della terra. L’aura misteriosa e il suo accostamento con il femminile rendono la luna adatta a rappresentare il subconscio, i sentimenti e le emozioni.

Iconograficamente il Chakra sacrale è rappresentato da sei petali di color arancio, all’interno vi è disegnata orizzontalmente una falce di luna che sale come luna crescente, la sillaba sopra la luna indica il mantra originario VAM, suono attraverso cui si manifesta Svadhisthana. Se pensiamo alle qualità del Secondo Chakra che lo denotano quale centro dell’energia femminile, possiamo comprendere come esso consenta funzioni fondamentali di riproduzione e creazione di nuova vita. La vitalità, la gioia di vivere, una creatività ben sviluppata e sicurezza di sé sono segno di un chakra sacrale in armonia così come un rapporto equilibrato e di appagamento con la sensualità, l’erotismo, la sessualità e una sana accettazione del corpo fisico e delle sue caratteristiche.

Quando Svadhisthana è in squilibrio invece l’energia sessuale si presenta in maniera eccessiva o completamente insufficiente, i desideri dell’individuo non vengono soddisfatti, le pulsioni negative si accumulano portando il soggetto verso un vissuto di rabbia, repressione dei propri sentimenti e delle emozioni, fino alla paura, alla dipendenza e a stati cronici di ansia e depressione. Quando il conflitto tra pensieri, sentimenti ed esigenze fisiche si è fatto insormontabile, quando i nostri desideri istintuali vengono coperti da un senso di vergogna, quando l’esperienza del piacere viene oppressa, prima o poi viene a mancare la gioia di vivere, il flusso vitale langue o si blocca. Spesso una depressione può rappresentare un forte indebolimento dell’energia del secondo chakra.

È importante prendersi cura del Chakra Svadhisthana poiché esso ci fornisce energia vitale e il suo buon funzionamento, attraverso la voglia e la gioia di vivere, sostiene il nostro benessere interiore, ci garantisce la salute e l’ottimale svolgimento di tutti i processi corporei.

Come già ho fatto per il Primo Chakra, nel prossimo post ti parlerò di come armonizzare il centro sacrale con alcune pratiche e strumenti quali la meditazione, i fiori di Bach, i cristalli e l’aromaterapia.

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