• Susanna Esposito

Gentian e l'Aquila (2): noia, fiducia e speranza


Giovedì scorso raccontandoti del Fiore di Bach Gentian ti ho salutato con la promessa di parlare del collegamento tra noia, speranza e fiducia. Ed eccomi, nel tentativo di farlo nel modo più diretto e semplice possibile.

La noia è un ricordo molto vivo della mia infanzia.

Ci sono autori convinti che la noia sia un sentimento che può essere di stimolo per la creatività.

Può darsi che sia vero, personalmente quando mi annoiavo finivo per sentirmi più che altro molto sola e priva di risorse. La noia non mi stimolava a inventare qualcosa, ma mi spaventava, facendomi sentire piccola in uno spazio grande e sconosciuto, quello del tempo, della solitudine.

Di sicuro i momenti di noia sono stati i primi in cui ho avuto la possibilità di prendere coscienza di me stessa.

Sapevo che stavo vivendo un tempo particolare ma non comprendevo il messaggio che voleva darmi la noia... “Guardati dentro, attivati”... sentivo solo paura e spaesamento, solitudine profonda e il desiderio di fuggire. Provavo disagio.

Ora so che, se da un lato ero messa in contatto con un vuoto che mi spaventava, con la mancanza di confidenza con le mie risorse interne, con una solitudine triste; dall’altro facevo conoscenza con lo spazio della libertà, dell’incontro con me stessa, con il vuoto meditativo, con un messaggio profondo che mi comunicava una tensione verso qualcosa.

Purtroppo non ero in grado di comprendere i messaggi del mio sé, quindi ciò che prevaleva era l’angoscia. Non ero capace di canalizzare ciò che mi capitava internamente verso un’attività specifica creativa o semplicemente confortante.

Facevo fatica a riempire il vuoto che provavo, non potevo nutrirmi, arricchirmi del rapporto con me stessa traendone piacere.

Vivevo un impulso indefinito e mi mancava la capacità di decodificare e convogliare tale impulso, grazie a risorse ed energie personali, verso un progetto personale, verso ciò che desideravo su di un piano più sentito e profondo. Ero sconsolata, sfiduciata.

In questo senso la noia è il contrario della speranza, che è una fiducia ragionevole nel futuro e nella capacità personale di mantenere una progettualità.

Purtroppo la mia strategia era quella della fuga, ed è probabile che fuggissi dalle istanze profonde con cui mi metteva in contatto la noia: il cambiamento e il rapporto/confronto con me stessa.

Convogliare le mie risorse su un progetto voleva dire fare prevalere dentro di me le forze e le risorse costruttive sui sentimenti d’ansia, di angoscia e di inutilità del vivere. Ma al tempo ancora mi mancava la capacità di contenere la mia sofferenza psichica, o di sviluppare una visione positiva di me stessa. È probabile che non stessi nutrendo una grande fiducia in me stessa.

La speranza invece è fiducia nelle proprie possibilità, nelle possibilità di sviluppare e realizzare un progetto; fiducia nella possibilità di rialzarsi dopo un fallimento e di superare gli inevitabili ostacoli che ci troveremo davanti.

Ciò che ho scoperto esserci dietro la noia è una paura enorme di ascoltare i messaggi del mio sé più profondo, per mancanza di fiducia e di speranza. Paura di affrontare la spinta al cambiamento.

Anzi, non tolleravo il vuoto e avevo bisogno di fuggire.

Oggi quando incontro la noia cerco di leggerne il senso positivo, probabilmente rappresenta un momento in cui ho raggiunto degli obiettivi, e il loro superamento provoca dentro di me un senso iniziale di noia e spaesamento, ma il messaggi implicito è che devo guardarmi dentro perché è venuto il momento di stabilire e perseguire nuove mete.

A questo punto entrano in gioco la progettualità, la fiducia in me stessa e la speranza.

Sono diventata un asso nel gestire queste tre signore?

No.

Ma ho compreso che rimanendo a contatto con il vuoto, senza fuggire, posso cominciare ad ascoltare i messaggi che mi sta mandando la parte di me che Edward Bach chiama Io superiore, che altri chiamano Inconscio, Vero sé, Grande spirito, Grande Madre, La Dea...

Ho compreso che spesso i messaggi sono spinte al cambiamento e all’evoluzione, da assecondare, anche se un poco mi spaventano.

Ho compreso che per mettere in pratica il cambiamento e l’evoluzione ho bisogno di stabilire degli obiettivi piccoli e grandi e di perseguirli attraverso le mie azioni.

Sono le mie azioni che mi aiutano a sviluppare e confermare, giorno dopo giorno, la fiducia nella mia capacità realizzativa.

E quando raggiungo un obiettivo, anche piccolo la fiducia in me stessa aumenta.

La condizione che determina la mia disposizione d’animo di oggi è la spiritualità.

Ricordi quanto scriveva Mechthild Scheffer a proposito di Gentian?

“Chi per mezzo di Gentian è di nuovo riunito al suo Io Superiore può vedere difficoltà senza cadere nella disperazione. Può vivere con i conflitti perché egli, almeno inconsciamente, riconosce che questi nell’intenzione del tutto più grande hanno funzione necessaria. Non viene più scoraggiato dagli impedimenti perché vede sempre la luce nell’oscurità”.

#noia #speranza #Iosuperiore #fiducia #Gentian #risorse #vuoto #cambiamento

9 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
TempoNaturale (4).png