• Susanna Esposito

Achillea-Millefoglio: equilibrio di yin e yang


“... raccoglierò la verde Achillea

cosicché la mia figura possa essere più piena... La mia voce più dolce... Le mie labbra come il succo della fragola... Ferirò ogni uomo, ma nessun uomo potrà ferire me.”

Da un antico canto gaelico

L’Achillea, il cui nome botanico è Achillea Millefolium, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Compositae o Asteraceae. È chiamata Meifoggiu, Stagnasangue (Liguria), Fenugina, Erba S. Genar, Erba tajera (Piemonte), Erba del tai, Erba trementina (Lombardia), Stranudella, Erba da tagi (Veneto), Melfoi, Zent-foj (Emilia), Sanguinella, (Toscana), Mazzetti (Lazio), Erba spirizilata, Rosone (Abruzzo), Erba dei tagli (Campania), Millefoglie (Puglia), Erva cuntra veleno (Calabria), Millefogli, Qumidda (Sicilia), Erba de feridas (Sardegna). Nelle principali lingue europee invece l’Achillea è chiamata Achillée Millefeuille, Milefoil, Yarrow, Bloodwort, Sanguinary, Soldier’s woundwoert, Milenrama, Milhojas.

Originaria dell’Europa, l’Achillea cresce spontaneamente in pianura e in alta montagna. In Italia è possibile trovarla ai bordi dei sentieri ombrosi e nei pascoli, nei prati, nei luoghi incolti e lungo i ruscelli. Presenta una radice strisciante, fusto eretto solcato longitudinalmente, ramificato alla sommità; è alta circa 30-50 cm. Le foglie hanno numerosi segmenti lineari non disposti sullo stesso piano e dal contorno lanceolato, sono pelose al rovescio. Le infiorescenze si presentano a corimbo (simile al grappolo, ma con i peduncoli fiorali di lunghezza diversa in modo che i singoli fiori raggiungano tutti la stessa altezza) alla sommità del fusto. I capolini sono numerosi, piccoli, composti da fiori bianchi o raramente rosati. I frutti sono acheni (frutto secco indeiscente, - che a maturità non si apre - con un solo seme, con parete coriacea aderente al seme, ma non saldata a esso) cuneiformi.

Per preparare la droga si utilizzano le sommità fiorite raccolte da giugno a settembre; vengono poi riunite in mazzetti ed essiccate all’ombra sotto ai 40°. Si conservano in sacchetti di carta o di tela.

Il nome popolare dell’Achillea mette in luce una delle principali proprietà di questa pianta, cioè quella di curare le ferite. Il nome botanico, che evoca attraverso il mito le facoltà curative della pianta, deriva dal nome dall’eroe greco Achille (Achilleus in greco). Plinio nell’Historia Naturalis ne spiega il motivo: “Anche Achille, il pupillo di Chirone, scoprì una pianta che guarisce le ferite - che per ciò è chiamata Achilleos - (e la usò) dicono, per risanare Telefo. [...] Da alcune persone questa pianta è chiamata Panacea di Heracle da altri Sideritis e da altre persone del nostro paese Millefolium: il gambo, dicono, è lungo un cubito, ramoso, e coperto dal basso di foglie piuttosto piccole, più piccole di quelle del finocchio [...] Tutte queste piante, si dice, sono notevolmente buone per il trattamento delle ferite.” (Plinio, Historia Naturalis, XXV, 19).

Dioscoride Pedanio medico, botanico e farmacista greco che esercitò a Roma ai tempi dell’imperatore Nerone, raccomandava di sfregare le foglie della pianta sulle ferite, egli affermava che l’Achillea era detta da alcuni Siderite “le cui sommità triturate fresche ed applicate cicatrizzano le ferite recenti e le assicurano dalle infiammazioni”.

L’erborista Jhon Gerard raccomandava l’Achillea per le tumefazioni delle parti nascoste. Per Culpepper un “unguento delle foglie cura le ferite, attenua le emorragie violente [...] è benefico per infiammazioni e ulcerazioni [...] è eccellente per le emorroidi. Il guaritore Sioux Eagle Shield usava tenere la Millefoglie in una borsa speciale che utilizzava per i suoi pazienti. La chiamava “tao p’ pezu ‘ta” che significa “erba del ferito”.

Gli antichi cinesi usavano l’Achillea nei rituali dell’I-Ching, costruendovi i 50 rametti con cui si leggeva l’oracolo, essi la consideravano una pianta sacra. Riconoscevano all’Achillea, per via della sua forma e del suo profumo, la dualità dell’energia Yin e Yang.

Inoltre, recentemente, sono state scoperte tracce di Achillea, e Camomilla, dall’analisi di denti, datati di circa 50.000 anni, degli uomini di Neanderthal del sito di El Sidròn in Spagna. Trattandosi di piante con sapore amaro e prive di qualità nutritive, da noi ben note per le loro proprietà medicinali, possiamo immaginare che già gli uomini di Neanderthal erano capaci di selezionare piante per scopo terapeutico.

Preparazioni e proprietà terapeutiche

L’erba fresca per uso esterno ha azione vulneraria e astringente. Il succo spremuto delle foglie e dei fiori arresta il sangue e facilita la guarigione e la ciccatrizzazione di piccole ferite. Sempre il succo può essere assunto nella mancanza di mestruazioni. Inoltre si possono fare applicazioni locali per combattere le vene varicose e trattare le emorroidi e le ragadi.

Per uso interno, la tintura madre di Achillea è antiemorragica, agisce verso problemi di sanguinamento, migliora le condizioni generali della circolazione, contrae i capillari; è efficace verso gengiviti, mestruazioni abbondanti o emorroidi. È un rimedio antispasmodico, aiuta a rilassare la muscolatura liscia, sia in presenza di dolori mestruali che di colite associata a crampi addominali. Come amaro- eupeptico viene usata per favorire la funzionalità digestiva ed epatica. Inoltre la presenza dei flavonoidi (in particolare la vitexina) conferisce alla pianta un’azione riequilibrante del sistema ormonale femminile, utile per tutti i sintomi connessi alla fase premestruale, associati a nervosismo, irritabilità, sbalzi d’umore, debolezza. La tintura madre di Achillea può essere usata anche per uso esterno per schiarire progressivamente le macchie brune presenti sulla pelle.

L’infuso al 3-5%, 3-5 g in 100 ml di acqua bollente, è utile nel contrastare le emorroidi. Può inoltre essere bevuto prima dei pasti per stimolare l’appetito, e dopo per migliorare la digestione. Inoltre grazie alla sua azione spasmolitica aiuta a calmare il mal di stomaco.

La tisana di Achillea assunta almeno una settimana prima dell’inizio delle mestruazioni e una settimana dopo, allevia i dolori dovuti al ciclo mestruale e ne favorisce la regolarità o la ricomparsa grazie alla capacità di migliorare la circolazione (quindi anche quella uterina) e al contempo di rilassare la muscolatura; è molto efficace a tale scopo in associazione con la Calendula. L’Achillea è in grado di rilassare la muscolatura in quanto contiene azulene, la sua azione spasmolitica è attiva per tutto l’ipocondrio. L’Achillea contrasta l’elevarsi della temperatura dell’organismo è quindi utile all’insorgere di stati influenzali e febbri con disturbi come raffreddore e mal di gola.

L’infuso al 6-8% è utile come gargarismi per rilassare la mucosa della gola.

L’infuso al 5% per uso esterno può essere utilizzato per lavature intime e il materiale residuo per calmare il dolore dovuto a ragadi ed emorroidi e favorirne la guarigione. È coadiuvante contro le infiammazioni come impacco per piaghe, ragadi del capezzolo ed eruzioni esantematiche. È valido anche per lavare le piccole ferite favorendone la ciccatrizzazione o per detergere la pelle arrossata. Sulla cute l’infuso ha effetto antiinfiammatorio e può essere usato in composizione di tisane per pelli sensibili o in maschere autoprodotte al fine di calmare infiammazioni e arrossamenti del viso e combattere le couperose.

Per osmosi poche manciate di fiori secchi aggiunte all’acqua del bagno in un sacchettino di cotone, oppure uno o due litri di infuso versati nella vasca, contribuiscono a decongestionante e rilassare.

Il decotto è utile in cataplasmi per varici e ulcere. Il decotto dei fiori come bagno è un valido tonificante e stimolante della circolazione, il decotto della pianta da frizionare sul cuoio capelluto si usa per stimolare la crescita dei capelli.

L’oleolito sfiamma, è ciccatrizzante, lenitivo, dopo sole, per pelli screpolate o bruciate dal sole e insieme all’oleolito di Calendula e/o Camomilla, Lavanda, Iperico è perfetto per quasi tutte le problematiche della pelle. È adatto per applicazioni in caso di vene varicose e emorroidi.

L’enolito si assume per le sue qualità amare, nella quantità di un bicchierino stimola l’appetito e aiuta la disgestione.

L’olio essenziale reca equilibrio tra le energie yin e yang, ricompone i contrari, favorisce in generali gli sforzi di integrazione tra diverse tendenze. Stimola l’intuizione e favorisce la connessione con l’elemento Terra. È adatto nei momenti di cambiamento per evitare emozioni troppo travolgenti. Si tratta di un olio essenziale ricco di azulene, ha quindi proprietà antinfiammatorie molto forti. L’Achillea o.e. è un rimedio dell’universo femminile per la sua efficacia verso le alterazioni del ciclo mestruale sotto forma di massaggi, semicupi e pediluvi. Ha potere riequilibrante anche durante la menopausa. Nelle infiammazione del bacino possiamo usarlo diluito sotto forma di semicupi, nelle infiammazioni della mucosa vaginale. Anche le coliche digestive e biliari possono essere trattate con impacchi caldi, come pure la flatulenza e l’aerofagia. Il pediluvio con con l’olio essenziale di Achillea associato al massaggio funziona come ottimo spasmolitico proprio per la sua azione sulle zone riflessogene. Il mal di testa può essere allieviato con massaggi alla fronte e alla nuca di olio essenziale di Achillea. Sotto forma di impacchi ha proprietà astringenti, antiemorragiche, antisettiche e cicatrizzanti; quindi è utile per ferite, eczemi, ulcere, allergie cutanee, piaghe da decubito e vene varicose. Utile anche nel trattare le emorroidi. Si applica sotto forma di impacchi per trattare le nevralgie reumatiche. Sulla pelle, nei cosmetici naturali, l’olio essenziale di Achillea lenisce gli arrossamenti, purifica e disinfetta la pelle impura e acneica, ed è utile anche nelle scottature. Per la sua azione sui capillari vi si può trattare la cellulite e stimolare la crescita dei capelli.

Controindicazioni e interazioni

L’Achillea può provocare reazioni avverse nelle persone allergiche alle Compositae. Le interazioni da tenere sotto controllo sono con i farmaci anticoagulanti e ipotensivi. È controindicata inoltre in gravidanza, durante l’allattamento e per i bambini al di sotto dei 2 anni.

Proprietà vibrazionali ed energetiche

(Da Le Essenze Floreali Francesi Deva di Philippe Deroide)

"Yarrow è l’essenza del fiore dell’Achillea è presente nel repertorio francese DEVA.

Ottenuta dai fiori di Achillea millefolium, Yarrow è un’essenza utile per coloro che si sentono troppo vulnerabili.

Yarrow rinforza la struttura energetica dell’individuo e protegge dalle influenze perturbatrici dell’ambiente (radioattività, radiazioni elettromagnetiche ed elettroniche dei computer, aggressioni psichiche.)

L'achillea bianca è utile anche per i bambini che si disperdono facilmente o sono troppo sensibili e vulnerabili nei confronti dell'ambiente che li circonda."

Le caratteristiche dell'Achillea in breve

(da Pedretti, Marzio, L’erborista moderno, Milano, Studio Ed., 1998.)

Nome botanico: Achillea Millefolium

Famiglia: Compositae

Provenienza: comune in pianura e in alta montagna.

Parti impiegate: sommità fiorite.

Tempo balsamico: le sommità fiorite si raccolgono da giugno a settembre

Principi attivi: Olio essenziale 0.2% (Oleum millefolii) contenente cineolo e azulene (20%); principio amaro (achilleina), acido achilleico, tannini.

Azione farmacodinamica:

  • emmenagogo

  • emostatico

  • amaro-eupeptico

  • spasmolitico

Indicazioni terapeutiche

  • amenorrea e dismenorrea

  • metrorragie

  • anoressia e dispepsia gastro-intestinale

  • spasmi delle vie digestive e uterine

  • affezioni venose: varici, flebiti, emorroidi

Preparazioni e dosi:

Infuso 3-5%: 3-5 g in 100 ml di acqua bollente. Tenere in infusione 10 minuti. Una tazza pro-dose, 3 volte al giorno tra i pasti;

Estratto fluido (1g = XXXV gtt) g 3-6 pro dose, 2/3/4 volte al giorno (spasmi);

Tintura 20%: 20 g in 100 ml di alcool di 70°. Macerare 7 giorni, gocce XX-XXX pro dose, 3 volte al giorno (emmenagogo).

Elemento: terra

Pianeta dominante: Venere, Saturno

Qualità: fredda e secca

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