• Susanna Esposito

Olio essenziale Incenso: protezione a livello fisico, mentale e spirituale.


(ATTENZIONE! L'AUTRICE DELLA TAVOLA QUI SOPRA è VIRGINIA TARONI, ILLUSTRATRICE NONCHé AMICA, CHE HA GENEROSAMENTE CONTRIBUITO AD ARRICCHIRE L'ARTICOLO CON QUESTA BELLISSIMA ILLUSTRAZIONE CHE RIPRODUCE LA BOSWELLIA CARTERII.)

La Boswellia carterii è una pianta della famiglia delle Burseracee, appartiene a un piccolo gruppo di specie arboree molto popolari per la produzione di resine aromatiche tra cui la Boswellia serrata, la Boswellia frereana e la Boswellia sacra.

La Boswellia carterii è una delle più popolari nella produzione d’incenso ed è conosciuta anche come Olibano, nome di origine Araba che significa «succo lattiginoso» proprio in riferimento all’essudato che la pianta rilascia in seguito all’incisione della corteccia.

L’albero di Boswellia Carterii può raggiungere tra i quattro e i sei metri di altezza. La chioma è ricca di fogliame e ha un grosso tronco molto ramificato, dalla corteccia color cenere, che si sfalda in sottili scaglie di aspetto cartaceo. Le grandi foglie sono caduche, la pianta va a riposo nel periodo più caldo e arido, perdendo le foglie e sospendendo le funzioni vitali.

I piccoli fiori profumati color bianco-crema sono riuniti in infiorescenze a grappolo detti racemi [2]; il frutto è una piccola drupa contenente tre semi cuoriformi.

La Boswellia Carteri è diffusa in Somalia e in Oman.

Il tempo balsamico ricorre lungo tutto l’anno escluso il periodo delle piogge, tra giugno e settembre.

Per ottenere l’olio essenziale si utilizza la resina rilasciata dall’albero in seguito all’incisione della corteccia, a contatto con l’aria il lattice forma delle gocce che sono poi raccolte dal tronco stesso o da terra. Come indica Fischer-Rizzi in "Incensi e profumi, L’uso, le proprietà e la storia", le prime due colate di resina, che possono essere visibili circa un mese dopo l’incisione, non vengono utilizzate per la distillazione. Ma è solo dopo tre o quattro mesi che l’albero rilascia dalle incisioni il lattice più puro che una volta stagionato costituisce la materia prima per produrre l’essenza migliore[3].

L’olio essenziale Incenso si estrae per distillazione in corrente di vapore. Per ottenere 5 ml di questo olio essenziale occorrono circa centoventicinque grammi di resina. La consistenza è fluida, chiara, l’odore balsamico e gradevole, limoncino.

La qualità predominante dell’olio essenziale Incenso è Yang data dal suo carattere caldo, ricco ed energizzante. La lunga permanenza della fragranza e il profumo quasi speziato del legno lo rendono nota di base. Il pianeta dominante di quest’olio essenziale tonico e rigenerante è il Sole.

L’Incenso, utilizzato fin dall’antichità per elevare gli animi e connettersi con il divino, è associato al VII Chakra, Sahasrara. Il VII Chakra rappresenta lo sviluppo della consapevolezza, il compimento del percorso dai Chakra inferiori, legati agli istinti e alla sopravvivenza, a quelli superiori in direzione della luce dell’anima. I temi del VII chakra sono legati all’illuminazione e alla spiritualità; esso rappresenta uno stato di pace e armonia con sé stessi e con l’Universo.

Proprietà terapeutiche sul corpo ed effetti sulla psiche

L’olio essenziale di Incenso ha azione antinfiammatoria, analgesica e antalgica può dunque risultare utile nel trattamento di disturbi di vario genere, come dolori osteomuscolari alla schiena e alle spalle, o coadiuvare nel trattamento di dolori cronici, come indicano Price e Price nel loro Trattato di Aromaterapia:

"Applicati sulla pelle gli oli ricchi di terpeni hanno un effetto analgesico, in particolarmodo quelli contengono p-cimene[4]."

L’effetto antiossidante, antinfiammatorio e analgesico può inoltre esplicarsi sulle articolazioni e più in generale sul sistema osteoarticolare.

Come molte resine l’Incenso ha un effetto positivo sulle mucose, allevia la tosse (bechico) e ha azione espettorante, anticatarrale e mucolitica[5]. Utile e riconosciuta come benefica è l’applicazione nelle patologie legate all’apparato respiratorio quali bronchiti, sinusiti, raffreddori e asma[6]. È indicato da Robert Tisserand nel suo Manuale di aromaterapia come rimedio per tutte le affezioni catarrali che coinvolgono non solo l’apparato respiratorio ma anche quello digerente, e la testa stessa[7].

L’azione antiinfettiva, oltre che sull’apparato respiratorio si esplica in modo elettivo anche sulle affezioni dell'apparato urogenitale, in particolare cistite e leucorrea. Inoltre già Tisserand ne consigliava l’uso in “[...] tutte le affezioni dell’utero e può essere usato tranquillamente nelle gestanti e nel corso del parto[...]”.[8] Uso quest’ultimo non confermato dagli studi di Price e Price[9]. È invece sicuramente utile in caso di dismenorrea e mestruzioni abbondanti.[10]

L’effetto tonico dell’olio essenziale di Boswellia Carteri si manifesta nell’aiutare la digestione e l’attività dell’apparato gastrointestinale. Sono infatti attribuite a questa essenza proprietà carminative e digestive[11].

Il generoso Trattato di Price e Price cita l’Incenso tra gli oli essenziali utili per lo stimolo del sistema immunitario. A proposito di questa proprietà e di quella antinfettiva bisogna dire che l’azione “protettiva” dell’Incenso, intuita già nei tempi più remoti, si esplica tanto a livello fisico quanto a livello sottile. Le fumigazioni offerte nelle cerimonie rituali oltre a innalzare gli spiriti avevano anche il pregio di disinfettare umori e ambienti.[12]

L’incenso è benefico per la pelle sulla quale ha effetto tonico e disinfiammante; è un olio essenziale cicatrizzante, astringente e può essere utile nel prevenire la formazione di rughe.

Non stupirà allora che l’olio essenziale Incenso, oltre alle tante qualità benefiche sul corpo, abbia una spiccata predilezione per la sfera emozionale. L’essenza agisce in maniera positiva contro la depressione, gli stati d’ansia e l’angoscia.[13]Nel manuale di Price e Price troviamo una selezione di miscele che servono a combattere stress e stati ansiosi[14]. Alleviare tali condizioni, che recano con sé la sintomatologia più disparata, infatti, aiuta enormemente l’attivazione del processo di autoguarigione nei pazienti trattati. Gli oli essenziali, al fine di ottenere una maggiore efficacia nella terapia, vengono selezionati in base alle loro qualità specifiche e inseriti in miscele sinergiche. L’olio essenziale di Boswellia è inserito rispettivamente nelle miscele per gli “Incubi”, “Scarse difese immunitarie”, “Tristezza”, e “Depressione”.

Ricordiamo l’Incenso in associazione alla Mirra come doni preziosi nella tradizione religiosa. Invero quelle di Incenso e Mirra furono tra le prime resine bruciate per il loro aroma, usate per le fumigazioni durante i riti religiosi. Lo racconta Fischer-Rizzi con il suo sguardo incantato che apre orizzonti di comprensione su tutta la storia dei suoi "Profumi celestiali” dando al lettore la possibilità di comprendere le motivazioni profonde dell’impiego delle essenze fin dai tempi remoti e la ragione per cui essi, ora come allora, fungessero da tramite tra noi e gli dei, tra noi e la nostra vera essenza, tra le energie fisiche e le energie sottili:

"Prima della scoperta della distillazione, che ci ha regalato le essenze pure, i nostri antenati ricorrevano alle fumigazioni: la parola profumo deriva da per fumum, che significa per mezzo del fumo. Le piante essiccate e le resine venivano bruciate su carboni o pietre bollenti, permettendo agli oli essenziali di sciogliersi e di diffondersi nell’aria: questo fu anche uno dei primi metodi curativi.

Quando gli uomini si accorsero che le essenze si innalzavano verso il cielo, là dove essi pensavano risiedessero gli dei, le fumigazioni acquistarono il significato di mezzo di unione e comunicazione con essi. Col fumo si inviava un’offerta, un messaggio e una preghiera, si esprimeva il desiderio di onorarli, naturalmente sciogliendo gli incensi e le spezie più preziose. Il fatto che gli stessi presenti alle cerimonie rituali ne potessero trarre beneficio era un effetto secondario della fumigazione, ma indubbiamente contribuì al successo di questi avvenimenti sacri. L’arte medica era a quei tempi completamente nelle mani di sacerdotesse sacerdoti; la guarigione era vista come qualcosa di divino, perciò veniva ricercata attraverso rituali medico-religiosi. Del resto la religione (da religo riunisco) in origine fu un mezzo per guarire l’anima, ma anche i profumi hanno un effetto riequilibrante, poiché ricongiungono spirito e materia, cielo e terra. Si comprende così come l’uso degli oli essenziali fosse da sempre collegato a rituali di culto o di altre esperienze religiose.[15]"

Tramite l’uso dell’Incenso riceviamo un sostegno nell’approfondire la via spirituale attraverso la ricerca della consapevolezza e la meditazione. Il tropismo per l’apparato respiratorio si esplica in un aiuto nell’approfondire la respirazione, e quindi sedare gli stati d’ansia con ricaduta positiva su tutto il sistema energetico umano. L’olio essenziale Incenso attraverso la pace interiore avvicina a sé stessi e al divino.

Come la Melissa, di cui abbiamo già parlato, esso infonde nella persona un senso di protezione da tutte le influenze esterne aggressive e destabilizzanti aiutando a mantenere equilibrio e armonia interiore.

NOTE AL TESTO

[1] Price, Price, Trattato di aromaterapia, cit., p. 312.

[2] Tipo di infiorescenza costituita da un asse primario allungato longitudinalmente, con internodi distinti e fiori, provvisti di un peduncolo, inseriti singolarmente. Voce “Racemo” Enciclopedia Treccani, www.treccani.it/enciclopedia/racemo/.

[3] Susanne Fischer Rizzi, Incensi e profumi. L’uso, le proprietà e la storia, Milano, Tecniche Nuove, 2001, p.100.

[4] Price, Price, Trattato di aromaterapia. Guida professionale all’uso terapeutico degli oli essenziali, cit., p. 85.

[5] Price, Price, Trattato di aromaterapia. Guida professionale all’uso terapeutico degli oli essenziali, p. 282.

[6] AA.VV, Manuale professionale di aromotecnica, p. 186.

[7] Tisserand, Manuale di aromaterapia, p. 260.

[8] Tisserand, Manuale di aromaterapia, cit. p. 260.

[9] Shirley Price, Len Price, Trattato di aromaterapia. Guida professionale all’uso terapeutico degli oli essenziali, Novara, Red Edizioni, 2003.

[10] AA.VV, Manuale professionale di aromotecnica, p. 186.

[11] AA.VV, Manuale professionale di aromotecnica, p. 186.

[12] Fischer-Rizzi, Profumi celestiali, pp. 240-241.

[13] AA.VV. Manuale professionale di aromotecnica, p.186.

[14] Price, Price, Trattato di aromaterapia, pp. 249-259.

[15] Fischer-Rizzi, Profumi celestiali, cit., p. 239.

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