• Susanna Esposito

Magna Mater - La Via del Femminile



“Noi veniamo dalle stelle” e quando le guardiamo possiamo ricordare il divino che è in noi. Quando riusciamo a sincronizzarci con il tempo naturale, il tempo della madre terra e della madre luna, tocchiamo l’essenza divina che ci collega al ritmo del cosmo e alla sua energia creativa. Così il mare, quel mare intenso che appare all’inizio del documentario Magna Mater - La Via del Femminile ideato e scritto da Andrea Pirazzi e Cristina Pedetta per la regia di Andrea Pirazzi , dopo un bellissimo cielo stellato, è regolato nell’andare e venire delle sue infinite maree dall’attrazione della bianca luna, e noi siamo uno con questo tutto che si muove incessantemente.




In quell’elemento acqueo, il luogo calmo e rasserenante al quale tornare, che così bene rappresenta il principio femminile, fluido e accogliente, si dissolve come onde del mare il volto di una donna. Lei, interpretata dalla performer Angelica Portioli, dalle vesti lunari, si è persa in una selva oscura ed è in cerca di se stessa, o forse di una strada nuova, di un equilibrio nuovo da percorrere in armonia.


La presenza e la voce di tre guide l’accompagnano e lei si affida con apertura perché la via del femminile è ascolto, fluidità, inclusione, oltre i conflitti e la separazione. Ognuna delle guide che appare nel documentario possiede la saggezza dell’esperienza e del contatto con lo spirito.




Selene Calloni Williams scrittrice, viaggiatrice e documentarista, autrice di numerosi libri e documentari a tema psicologia ed ecologia profonda, sciamanismo, yoga, filosofia e antropologia, è la prima guida e vedendola apparire, ho capito con gioia che avrei fatto bene a fermarmi e ad ascoltare. Poi appare Athon Veggi architetto e artista, nonché esperta di fama mondiale di egittologia, astrologia e discipline spirituali, nella sua Calcata dove è stata chiamata in sogno a vivere, accanto alla testa di dio, scrive, crea, studia e sta con i corvi “che ti insegnano a stare nel presente sempre e comunque”. E infine Annamaria Bona ricercatrice e scrittrice porta nel mondo ciò che le sue guide, maestri e arcangeli, le hanno richiesto dopo un primo incontro avvenuto grazie ai cerchi nel grano. Con voce originale ognuna di loro parla alle persone trasmettendo un messaggio volto a risvegliare lo spirito e ad ampliare la consapevolezza di chi ascolta.



E così attraverso il bosco e la città eterna comincia la ricerca di questa entità femminile di una strada che la ricongiunga con la sua vera essenza crepuscolare e danzante. Le donne che l’accompagnano in questo viaggio mi hanno nutrita passo dopo passo, parola dopo parola.




La riemergenza del femminile non è predominanza sul maschile ma necessario e vitale riequilibrio tra conscio e inconscio, tra buio e luce tra il sole e la luna in altre parole tra le energie maschili e quelle femminili perché come dice Selene Calloni Williams in maniera quasi profetica, mi verrebbe da dire, considerato il momento che stiamo vivendo “Il femminile divino è la capacità di vedere le cose dall’altra parte, dalla parte della notte, della luna, dell’invisibile, dell’irrazionale, dell’emozionale. Vedere le cose dall’altra parte della grande soglia è un dono immenso che la nostra civiltà ha perduto perché questa è la civiltà del controllo e del potere e quindi è una civiltà assolutamente patricentrica che rimuove le doti, le capacità femminili. E in questo modo diventa anche la civiltà della paura perché se non sai più vedere nell’invisibile, nella notte, se non sai più confrontarti con la dimensione dell’anima, dell’emozione, del pathos allora vivi inseguito da un’orda di spiriti famelici, come si dice nel buddismo, vivi inseguito da un’orda di apparizioni perturbate e hai paura. Una civiltà squilibratamente patricentrica è una civiltà della paura e la paura poi porta con se violenza, aggressività, e disperazione.”


E proprio dopo aver vagato nei giorni trascorsi seguita da un sentimento di oppressione, dopo un periodo di faticosa ricerca di contatto con me stessa finalmente trovo qualcosa, anzi qualcuno che mi parla, che parla proprio a me in una lingua che comprendo con il cuore e che giunge a comunicare con gli strati più sottili della mia coscienza. E mi sento grata.


Il documentario è una piccola e preziosa perla che potete vedere su UAM tv.


UAM tv è un palinsesto web che prende il nome dal documentario Un altro mondo (da vedere, e lo trovate su UAM) del suo ideatore l’autore e regista Thomas Torelli, ed è un progetto che non solo mi rispecchia ma che mi fa sentire ascoltata perché sempre più ritengo sia necessario far parlare queste “voci fuori dal coro” che affermano la nostra non-separazione dal tutto.



Athon Veggi nel documentario lo dice con una potenza siderale: “Abbiamo un grande potere nel fatto di essere integri con noi stessi e sapere che siamo parte di quella coscienza che poi mano a mano che si ingrandisce diventa il tutto, diventa l’universo, diventa le stelle. Tutto il resto sono costruzioni mentali che la nostra società da più di diecimila anni ci sta inculcando per renderci schiavi, per renderci pecorelle, per poter fare gli abbacchi di pasqua e noi non lo vogliamo. Vogliamo ritornare nella grande consapevolezza che noi siamo la divinità che calpesta questo pianeta che sta nel braccio di Orione che sta nella galassia e che possiamo comunicare con le stelle, perché noi veniamo dalle stelle”.


Se siete interessati a vedere il documentario Magna Mater - La Via del Femminile questo link vi porterà sul portale di UAM tv da cui partire per viaggi incredibili fuori e dentro la vostra anima.

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