• Lorena Cosimi

Mezze stagioni – l’approccio al mutamento nella MTC


In medicina tradizionale cinese niente è frutto del caso e l’universo è un immenso luogo sonoro, dove ogni minima parte è accordata alla perfezione e dove, paradossalmente, ogni stonatura è altrettanto importante.

Così, colui che osserva, il medico, nei casi più fortunati, o il semplice curioso e praticante di questa antica arte della guarigione, terrà conto, nel determinare la sua diagnosi (mi passino i più cavillosi l’uso di questo termine improprio, assoluto appannaggio dei medici laureati della scuola occidentale) proprio di quelle piccole storture musicali, che ci hanno insegnato essere senza importanza ma che si presentano quando le cose si trasformano e hanno bisogno di potersi adattare. In questo momento di passaggio stagionale, per quanto repentino e inquietante, ognuno di noi può presentare, a seconda della sua costituzione ma anche del suo modo di vivere, sintomi che ricorderanno ai più attenti un elemento, nella disposizione energetica e cosmologica cinese, fondamentale, fondante ed equilibratore, che è la Terra, che non è una delle quattro stagioni ma, appunto, l’elemento del passaggio da un sistema energetico (le stagioni) all’altro.

Non pensate che sia difficile andare a decifrare i simbolismi di una cultura così distante dalla nostra, e, se volete, altrettanto terribilmente contraddittoria, perché alla base di questo sistema di organizzazione del mondo, come è stato per millenni, c’è l’osservazione. Magica attitudine immaginativa di cui l’uomo è dotato dalla notte dei tempi, l’osservazione, nonostante l’impoverimento del nostro retaggio culturale e la nostra distanza da Madre Natura, è ancora un modo più che valido e affidabile per aprire la nostra percezione del mondo. E a noi stessi.

E allora la Terra, cos’è? Guardiamola insieme, osserviamo il suo modo di fare e cerchiamo di mettere in parallelo il nostro micromondo con il macrocosmo di cui siamo figli, per far diventare i simboli lingua viva e la ricchezza che celano una fonte di bellezza, benessere, attenzione e sintonia con ciò che ci circonda.

La Terra è colei che tutto tiene, è la Madre, il centro, il nutrimento, è il ritmo, il suono del tempo, la grande calma e l’improvviso disordine, è il luogo dell’elaborazione e del rinnovamento, ma anche della stagnazione e dell’immobilità. È l’incontro d’elezione tra l’alto (il Cielo, il Padre), lo yang e il basso (la Terra, la Madre), lo yin. I caratteri maschile e femminile, di fecondazione e di ricezione, di energia e conservazione, si penetrano e amano, e fanno risuonare meravigliose melodie di musica e canti, per dar vita all’universo tutto, dove l’Uomo, creatura meravigliosa e complessa, è colui che sta in mezzo, i piedi ben saldi a terra e la testa tra le nuvole, a comunicare con gli dèi. (O almeno questa potrebbe essere l’idea originale alla base di tanta, ormai imbruttita, bellezza).

Così la Terra, al centro del succedersi stagionale e dei punti cardinali, è causa di tutte le cose e di esse si nutre. Il legno che marcisce, le foglie che cadono dagli alberi, i minerali presenti nelle ceneri di ciò che il sole brucia in estate, grazie all’umidità delle piogge e del freddo, faranno da humus alla vita futura che ricomincia, imperterrita e testarda, a ogni primavera, sostenuta dal soffio del vento e dell’aria. (Se volete pensare a questi processi in modo più scientifico, immaginate i microrganismi digestivi che tutto permeano e che grazie all’ossigeno saranno in grado di far accadere, ancora una volta, il miracolo della vita).

Abbiamo quindi detto, da una parte l’accoglienza, il nutrimento, la generosità, l’assoluta devozione, il totale dono di sé, come ogni madre farebbe con il proprio figlio, tipiche della primavera e dell’estate, dell’abbondanza della natura e del suo momento di massima esplosione che preannuncia l’autunno (la mezza stagione che stiamo vivendo ora, dove lo yang si trasforma in yin); e dall’altra, l’immobilità, la stabilità, il radicamento, la riflessione, il riposo, la vita che continua malgrado l’apparente silenzio circostante, come succede in inverno sotto la neve, prima che la natura torni a mostrare la sua straordinaria, cocciuta vitalità (la mezza stagione che vivremo a marzo, dove lo yin lascerà di nuovo spazio allo yang e al suo entusiasmo).

Detto tutto questo, cosa nel corpo è centrale, elaborativo, trasformativo, implicato nella trasmutazione in energia vitale di ciò che arriva dall’alto e se ne va dal basso, favorito dal lavoro organico della destra e sinistra del corpo? Si, pensate bene, lo stomaco! E con esso i due visceri ad esso collegati nella loggia cinese Terra, appunto, la milza e il pancreas.

Allora, se avete sensazioni di pesantezza, di digestione rallentata, di sonno, di leggera apatia e stanchezza non spaventatevi. L’umidità che risale dalla terra per il freddo che si avvicina, indebolisce la milza, che, in medicina cinese, è considerata un importante organo di trasformazione e trasporto dei liquidi presenti nel cibo, facendoli diventare sangue ed energia. Un suo rallentamento può causare accumulo di liquidi, che la milza controlla insieme ai reni, ma anche un “rallentamento” di tutte le funzioni corporee, digestione compresa, nonché una tendenza al rimuginìo delle stesse idee e pensieri (si si è proprio la milza in disfunzione e la sua loggia energetica Terra, che ci portano le “idee fisse” nella testa che non ci fanno trovare il sonno la notte). Stomaco e milza, quindi, lavorano di concerto e mentre uno fa scendere, dopo trasformazione, il bolo alimentare nell’intestino, l’altra fa salire e distribuisce i liquidi in tutte le regioni corporee.

Coccolatevi, senza sensi di colpa, bevete tisane calde ma non bollenti che farebbero male allo stomaco (il rosmarino è solo uno degli ottimi rimedi a disposizione) cibi leggeri ma soddisfacenti per il palato, secondo stagione, che c’è tutto quello che serve, circondatevi di giallo in tutte le sue sfumature, il colore della Terra, e riposate, quanto più possibile, approfittando delle giornate più corte per riscoprire il tepore della vostra casa e la bellezza di restare a contatto con i vostri pensieri e riflessioni.

Accompagnate questo movimento di ripiego delle energie e di tutto l’essere con delicatezza e attenzione, fate attenzione al vostro respiro e, se potete, prendete il tempo di ascoltarlo, siate pazienti con le vostre lentezze, anche perché, se non ci avete già pensato, questo è solo l’inizio, dietro l’angolo ci aspetta l’inverno! E se non avete modo e/o tempo di fare tutto questo, non ve ne vogliate, ma siate pazienti e comprensivi, l’ansia e la rabbia, emozione quest’ultima propria al fegato, depotenziano tutti i processi elaborativi dell’organismo, intelletto compreso.

Che la trasformazione sia con noi!

*Grazie a Isabelle Laadling, autrice di Les cinq saisons de l’énergie - Le cinque stagioni dell’energia.

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